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Il mondo
lavorativo è oggi caratterizzato da una crescente richiesta di
informazione, comunicazione e trasferimento rapido e mirato delle
innovazioni prodotte dalle attività di ricerca. Per essere competitivi
e riuscire a produrre occupazione occorre inoltre dotarsi di un efficiente
sistema di servizi, in grado di conferire valore aggiunto alle attività
economiche.
Tali bisogni esistono anche nel settore dell'apicoltura, dove uno dei
punti di debolezza è l'insufficiente collegamento funzionale tra
il mondo della produzione e quello della divulgazione e fra quest'ultimo
e quello della ricerca.
Questa carenza si aggiunge ai problemi economici intrinseci del mondo
aziendale apistico, dovuti anche alla dimensione delle aziende, solitamente
limitata. Non va poi sottovalutato il peso degli aspetti organizzativi
e culturali, come lo scarso associazionismo degli addetti, spesso di età
media abbastanza elevata, ed il loro scetticismo verso le innovazioni.
Una strategia innovativa deve conciliare l'efficacia dell'intervento nel
presente, per ottenere un risultato economico a tempi brevi, con l'adeguamento
progressivo degli strumenti, dei metodi e dell'organizzazione del lavoro,
richiesto dallo sviluppo della tecnologia.
Per essere efficiente il trasferimento va organizzato in funzione sia
delle condizioni attuali della specifica utenza che di quelle future determinate
dall'evoluzione della società che, secondo le previsioni dell'UE,
sarà la "società dell'informazione".
La sfida rivolta al sistema ricerca-divulgazione è quindi quella
di riuscire a soddisfare un'utenza agraria reale, che vive nel presente
guardando prevalentemente al passato, preparandosi però a soddisfare
tra non molto quella dei loro successori, che saranno maggiormente condizionati
dalla cultura dominante del nostro tempo e da cui, quindi, ci si deve
aspettare una domanda molto diversa.
Il sottoprogetto D-Comunicazione del progetto AMA vuole essere un contributo
in tal senso.
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